Storica dell’arte, Curatrice, Consulente

PIERO DORAZIO. LUCE + COLORE + VELOCITÀ



pubblicato il 17/05/2023




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a cura di Tower Gallery di Diego Costantini e Roberta Giulieni
Testi di Valerio Rivosecchi, Enrico Mascelloni e Graziano Marini

Inaugurazione sabato 27 maggio 2023, ore 12.00 - fino al 25 giugno

Tower Gallery di Diego Costantini, viale Abdon Menecali, 4 - Todi


La Tower Gallery di Diego Costantini prosegue il suo impegno nella valorizzazione della città di Todi attraverso progetti ed eventi legati all’Arte Contemporanea. Dalla promozione di giovani artisti, che hanno instaurato un dialogo con gli spazi rinascimentali del Tempio di Santa Maria della Consolazione, all’omaggio ad artisti conosciuti a livello internazionale, che hanno scelto l’Umbria come luogo d’elezione per vivere e lavorare. Sabato 27 maggio vogliamo esaltare e raccontare il legame che ha avuto Piero Dorazio, massimo rappresentante dell’astrattismo italiano, con Todi e i luoghi limitrofi. [stop]
Dopo fondamentali esperienze di livello internazionale che lo hanno visto partecipare alle avanguardie artistiche negli Stati Uniti e in Francia, Piero Dorazio sceglie l’Umbria e Canonica in particolare quale luogo dove trascorrere l’ultima e lunga parte della propria vita, diventando promotore di attività culturali che hanno vivacizzato e arricchito il territorio. Prima tra tutte la creazione di una vera e propria fabbrica di ceramiche, quella di Montesanto, che ha coinvolto ed attratto artisti di calibro internazionale quali Carla Accardi, Achille Perilli, Sol LeWitt e Joe Tison.
La Tower Gallery vuole ora rendere omaggio a questo grande artista, dedicandogli una mostra all’interno dei propri spazi attraverso una selezione di opere che dalla fine degli anni ’50 traccia un percorso fino agli anni 2000 e omaggiando l’esperienza della fabbrica di Montesanto mettendo in mostra diversi esempi di ceramica realizzati proprio nel territorio tuderte.
Piero Dorazio. Luce + Colore + Velocità vuole sottolineare, inoltre, il filo che lega la consapevole ricerca dell’artista all’Avanguardia più rivoluzionaria dell’arte italiana: il Futurismo e la figura di Giacomo Balla. Scrive Valerio Rivosecchi: “Se mi si chiedesse di sintetizzare la lunga avventura artistica di Piero Dorazio in tre soli termini, probabilmente quelli che userei sarebbero: entusiasmo, consapevolezza, qualità. Il primo si riferisce a una caratteristica psicologica, al suo modo di rapportarsi alla realtà, e non solo alla realtà dell’arte. Entusiasmo significa affrontare scelte coraggiose, vivere con ottimismo il proprio tempo, immaginare il futuro. E’ questa dote a guidarlo fin dall’inizio nella sua instancabile attività di pittore, agitatore di idee, organizzatore di eventi, scrittore e teorico. (…)Tra l’altro si deve soprattutto a lui, già nel 1950, la “riscoperta” di un maestro come Giacomo Balla e, più in generale, la valutazione complessiva del Futurismo come contributo essenziale alla dinamica europea delle avanguardie storiche. Una valutazione fino a quel momento resa impossibile dall’equazione Futurismo-Fascismo e dalla conseguente damnatio memoriae.”
Per rinnovare, inoltre, l’impegno nella promozione e valorizzazione di uno dei simboli della città di Todi, il Tempio di Santa Maria della Consolazione, una sezione del catalogo, “Arte al Tempio”, vedrà esaltare un nuovo dialogo tra contemporaneo e rinascimento attraverso la collocazione di una scultura in plexiglass dell’artista all’interno degli spazi del Tempio corredata da un commento del critico d’arte Enrico Mascelloni e dello straordinario intervento che fece Claudio Strinati in occasione della conferenza organizzata nel 2019 in collaborazione con l’Accademia Nazionale di San Luca che ha visto il Tempio quale protagonista dell’architettura rinascimentale mondiale.


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Valutare un’opera d’arte moderna e contemporanea significa tenere in considerazione molteplici fattori. Non è, infatti, sufficiente compiere una semplice media dei risultati di vendita all’incanto di opere simili per ipotizzare il giusto prezzo, questi dati devono essere interpretati e letti con cura da un professionista del settore.
I vari elementi che devono essere presi in considerazione e le relazioni tra gli stessi sono i seguenti:

Autore:
Esiste una grande differenza se si considera il lavoro di un artista emergente oppure se si tratta di uno già storicizzato. Nel caso di un artista già affermato ci saranno maggiori transazioni da prendere a confronto, sia nel mercato primario, dove le opere vengono proposte per la prima volta, ma soprattutto in quello secondario delle aste che trattano lavori che contano già uno o più passaggi sul mercato (la verifica può avvenire attraverso le più conosciute e disponibili banche dati). Ciò non toglie che opere dello stesso autore raggiungano prezzi molto diversi tra loro. Può contribuire il fatto che si tratti di un’opera unica o di un’opera seriale, come le incisioni, le litografie o le acqueforti.

Titolo o soggetto:
Secondo elemento da considerare è il titolo o il soggetto dell’opera. Questi identificano anche una fascia di prezzo: è il caso di Giorgio Morandi, infatti le sue “nature morte” raggiungono quotazioni molto più elevate rispetto ai “paesaggi”, che a loro volta superano i “fiori”.

Data di esecuzione:
La carriera di un artista è caratterizzata da diverse fasi: gli inizi o le sperimentazioni e la fase più matura. Alcune di esse possono risultare più “interessanti” e apprezzate dai collezionisti e raggiungere quindi quotazioni maggiori sul mercato rispetto ad altri periodi. Le opere della maturità di un artista sono, in genere, anche le opere più richieste dal mercato.

Tecnica:
La tecnica è ciò che identifica il supporto e come l’artista ha realizzato o fatto realizzare il suo lavoro. Numerose possono essere le tecniche utilizzate e ciascuna di essa incide in maniera diversa sul prezzo dell’opera: olii su tela, incisioni, tempere su cartone, acquerelli, gouache, matite, smalti, ceramiche, video, fotografie, ricami, e così via. Così esisteranno diverse fasce di prezzo, anche se si sta considerando lo stesso autore.

Dimensione:
Per quanto riguarda invece le dimensioni di un quadro si è soliti pensare che più è grande la tela più il prezzo cresca, ma non è sempre detto che delle misure importanti siano l’elemento determinante nell’aumento delle quotazioni; in questo caso sono diversi i fattori da tenere in considerazione.

Certificazione di autenticità:
Fondamentale è la presenza di un certificato di autentica, che deve essere rilasciata dall’artista, se vivente, oppure dall’archivio o fondazione d’artista o da qualsiasi altro ente certificatore che ne abbia la facoltà e il riconoscimento di tale attività da parte del mercato dell’arte. La certificazione di autenticità incide in maniera significativa sulla valutazione della stessa, da un punto di vista artistico, economico e sulla sua vendibilità. Bisogna tuttavia ricordare che non tutti gli artisti hanno un ente certificatore e che può capitare che addirittura esistano due soggetti, tipicamente un archivio e una fondazione, in disaccordo tra loro che svolgano la stessa attività. In questi casi è importante capire quale è considerato il soggetto più autorevole da parte del mercato dell’arte.

Provenienza:
Nella valutazione di un’opera l’esperto considera anche la provenienza. Se un lavoro è appartenuto ad un collezionista o famiglia illustre, questo dato fa aumentare sensibilmente la sua quotazione.

Esposizioni:
Altro aspetto collegato alla storia e al percorso dell’opera è la partecipazione a esposizioni, personali o collettive, che solitamente ne incrementano il valore. A volte però esistono casi in cui l’elemento “inedito” ne può far ugualmente accrescere la quotazione.

Bibliografia:
La presenza poi di un’opera nel catalogo ragionato o generale dell’artista e su altri cataloghi porta a un incremento del suo valore. Questo perché non solo vuol dire che l’opera è ritenuta autentica, ma anche che è considerata importante per la carriera di quel particolare artista.

Stato di conservazione:
In ultimo, lo stato di conservazione incide molto sulla valutazione di un’opera. La stima iniziale può essere modificata se il lavoro necessita di pulizia o di restauro. In questi casi è anche importante tenere in considerazione se il tipo di intervento necessario debba essere conservativo o di ripristino.

Il presente testo deriva da un estratto di ART&LAW n. 2 del 2019 su “L’ACQUISTO (IN)CONSAPEVOLE DI OPERE D’ARTE” di Negri-Clementi Studio Legale Associato.

L’archiviazione è l’inserimento dell’opera da parte dell’archivio dell’artista all’interno del catalogo generale o ragionato che raccoglie tutte le opere autentiche dell’artista. Il catalogo rappresenta quindi la selezione di opere fatta dall’archivio dell’artista, costituito generalmente dall’artista, se ancora vivente, o dagli eredi insieme ad alcuni esperti. L’archiviazione può quindi costituire un’evidente prova dell’autenticità dell’opera, al di là del certificato di autentica che resta comunque l’elemento privilegiato dal mercato.

Il certificato di autenticità è un documento che deve accompagnare l’opera d’arte in quanto ne stabilisce la validità sia da un punto di vista artistico che per fini commerciali. Solitamente si tratta di una riproduzione fotografica dell’opera che riporta al retro la descrizione del bene (autore, titolo, tecnica, dimensioni, anno di realizzazione, provenienza). Tale dichiarazione è sottoscritta dall’artista o dagli altri soggetti che hanno autenticato l’opera.
E’ fondamentale possedere l’autentica di un’opera d’arte in quanto questa ne tutela il valore artistico e ed economico, è l’elemento che arricchisce la storia dell’opera e ne convalida il valore commerciale.

Le modalità di autenticazione sono diverse e variano a seconda che si tratti di un’opera di un autore vivente o defunto. In base a quanto stabilito dalla Legge n. 633 del 22 aprile 1941, il diritto ad autenticare l’opera d’arte spetta in primo luogo all’autore e, dopo la sua morte, agli eredi, alle fondazioni, agli archivi e ai periti. In alcuni casi però esiste una distonia tra diritto e mercato in quanto quest’ultimo riconosce come “autenticatori di riferimento” dei soggetti che non coincidono sempre con quelli legittimati dalla legge ma vengono riconosciuti come tali da galleristi e case d’asta grazie alla loro autorevolezza.

Per conoscerne il valore di un’opera d’arte questo deve essere valutato da esperti conoscitori del mercato dell’arte come periti o case d’asta mentre per accertarne la validità l’opera deve essere sottoposta a soggetti preposti alla sua autenticazione i quali rilasceranno il certificato di autenticità.


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