Storica dell’arte, Curatrice, Consulente

Dalla Terra all'Ifinito - NEDDA GUIDI - Sacra Famiglia per la Consolazione



pubblicato il 11/12/2022




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a cura di
Tower Gallery di Diego Costantini

Sabato 10 dicembre 2022, ore 16.00
fino al 6 gennaio 2023

Tempio di Santa Maria della Consolazione di Todi


L'E.T.A.B e la Tower Gallery di Diego Costantini proseguono la loro collaborazione, avviata ormai da anni, costruendo eventi legati alla valorizzazione del Tempio di Santa Maria della Consolazione di Todi.
In occasione delle festività natalizie, il Tempio si farà culla della Sacra Famiglia metaforicamente rappresentata dall'opera 'Anfore' dell'artista umbra Nedda Guidi. [stop]
Nedda Guidi è una delle maggiori esponenti dell’arte ceramica, scultorea, minimalista e concettuale italiana del secondo novecento. Nata a Gubbio nel 1927 ha trovato nella ceramica l’elemento prediletto perché endemico delle sue origini culturali e nella modularità ritmica e minimale l’apertura verso le avanguardie internazionali a lei coeve. Profonda conoscitrice della materia e grande sperimentatrice, dagli anni ’70 inizia ad inserire gli ossidi direttamente nella terracotta prima della cottura operando in una direzione altamente concettuale.
La semplificazione delle forme geometriche e la ripetizione modulare delle tre ‘Anfore’ crea un cortocircuito simbolico ed emozionale tra la dimensione fisica profondamente umana delle tre sculture in terracotta e ossidi e la loro collocazione ambientale all’interno degli spazi solenni e smisurati del Tempio della Consolazione di Todi. Nelle Sacre Scritture il primo uomo fu plasmato ‘con polvere del suolo’ (Genesi 2,7). Si viene a realizzare così un rapporto metaforico e quasi religioso tra piccolo e grande, tra umano e divino, tra terreno e trascendente. L’uomo nella sua dimensione fisica trasmutata in forma geometrica è accolto dalla grandezza sovrumana e sacrale del Tempio. Le tre ‘Anfore’ antropiche diventano simbolo della Sacra Famiglia, del numero Tre, numero complesso all’origine della Fede Cristiana.
La potenza concettuale della semplificazione e della modularità fa si che le tre sculture diventino immediatamente la rappresentazione formale del Padre totemico, della Madre dal grembo accogliente e del Figlio salvatore. A dialogo con uno spazio sacro fuori dal tempo si confrontano alla pari con lo spettatore e raccontano della profondità della creazione artistica come di quella divina.
Prosecuzione di un progetto nato nel 2017, da un'idea di Vincenzo Mazzarella e Riccardo Boni, che ha visto l'opera esposta all'interno della Chiesa di Sant'Andrea della Valle a Roma, l'installazione nella Consolazione sarà l'occasione per una nuova meditazione ed un nuovo incontro tra forme contemporanee e architetture rinascimentali, tra un pensiero moderno e la sacralità di un luogo storico.
Un concerto speciale, in questo tempo d'Avvento, ci accompagnerà verso il Santo Natale.
Il Maestro Simon E. La Rosa, tenore, ed il Maestro Luca Garbini, pianista e organista, eseguiranno celebri brani all'interno della straordinaria scenografia del Tempio di Santa Maria della Consolazione: Ave Maria, Panis Angelicus, Astro del Ciel, Adeste fideles, Cantique de Noel, Amazing Grace.
Si ringrazia il Comune di Todi per il Patrocinio, l'Archivio Nedda Guidi, la Società Agricola L'Arcobaleno e la Fattoria Sociale Futuro Sereno Società Agricola

Oggi 5 dicembre 2022, San Saba Archimandrita, Abate (omaggio a Vincenzo Mazzarella)


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Valutare un’opera d’arte moderna e contemporanea significa tenere in considerazione molteplici fattori. Non è, infatti, sufficiente compiere una semplice media dei risultati di vendita all’incanto di opere simili per ipotizzare il giusto prezzo, questi dati devono essere interpretati e letti con cura da un professionista del settore.
I vari elementi che devono essere presi in considerazione e le relazioni tra gli stessi sono i seguenti:

Autore:
Esiste una grande differenza se si considera il lavoro di un artista emergente oppure se si tratta di uno già storicizzato. Nel caso di un artista già affermato ci saranno maggiori transazioni da prendere a confronto, sia nel mercato primario, dove le opere vengono proposte per la prima volta, ma soprattutto in quello secondario delle aste che trattano lavori che contano già uno o più passaggi sul mercato (la verifica può avvenire attraverso le più conosciute e disponibili banche dati). Ciò non toglie che opere dello stesso autore raggiungano prezzi molto diversi tra loro. Può contribuire il fatto che si tratti di un’opera unica o di un’opera seriale, come le incisioni, le litografie o le acqueforti.

Titolo o soggetto:
Secondo elemento da considerare è il titolo o il soggetto dell’opera. Questi identificano anche una fascia di prezzo: è il caso di Giorgio Morandi, infatti le sue “nature morte” raggiungono quotazioni molto più elevate rispetto ai “paesaggi”, che a loro volta superano i “fiori”.

Data di esecuzione:
La carriera di un artista è caratterizzata da diverse fasi: gli inizi o le sperimentazioni e la fase più matura. Alcune di esse possono risultare più “interessanti” e apprezzate dai collezionisti e raggiungere quindi quotazioni maggiori sul mercato rispetto ad altri periodi. Le opere della maturità di un artista sono, in genere, anche le opere più richieste dal mercato.

Tecnica:
La tecnica è ciò che identifica il supporto e come l’artista ha realizzato o fatto realizzare il suo lavoro. Numerose possono essere le tecniche utilizzate e ciascuna di essa incide in maniera diversa sul prezzo dell’opera: olii su tela, incisioni, tempere su cartone, acquerelli, gouache, matite, smalti, ceramiche, video, fotografie, ricami, e così via. Così esisteranno diverse fasce di prezzo, anche se si sta considerando lo stesso autore.

Dimensione:
Per quanto riguarda invece le dimensioni di un quadro si è soliti pensare che più è grande la tela più il prezzo cresca, ma non è sempre detto che delle misure importanti siano l’elemento determinante nell’aumento delle quotazioni; in questo caso sono diversi i fattori da tenere in considerazione.

Certificazione di autenticità:
Fondamentale è la presenza di un certificato di autentica, che deve essere rilasciata dall’artista, se vivente, oppure dall’archivio o fondazione d’artista o da qualsiasi altro ente certificatore che ne abbia la facoltà e il riconoscimento di tale attività da parte del mercato dell’arte. La certificazione di autenticità incide in maniera significativa sulla valutazione della stessa, da un punto di vista artistico, economico e sulla sua vendibilità. Bisogna tuttavia ricordare che non tutti gli artisti hanno un ente certificatore e che può capitare che addirittura esistano due soggetti, tipicamente un archivio e una fondazione, in disaccordo tra loro che svolgano la stessa attività. In questi casi è importante capire quale è considerato il soggetto più autorevole da parte del mercato dell’arte.

Provenienza:
Nella valutazione di un’opera l’esperto considera anche la provenienza. Se un lavoro è appartenuto ad un collezionista o famiglia illustre, questo dato fa aumentare sensibilmente la sua quotazione.

Esposizioni:
Altro aspetto collegato alla storia e al percorso dell’opera è la partecipazione a esposizioni, personali o collettive, che solitamente ne incrementano il valore. A volte però esistono casi in cui l’elemento “inedito” ne può far ugualmente accrescere la quotazione.

Bibliografia:
La presenza poi di un’opera nel catalogo ragionato o generale dell’artista e su altri cataloghi porta a un incremento del suo valore. Questo perché non solo vuol dire che l’opera è ritenuta autentica, ma anche che è considerata importante per la carriera di quel particolare artista.

Stato di conservazione:
In ultimo, lo stato di conservazione incide molto sulla valutazione di un’opera. La stima iniziale può essere modificata se il lavoro necessita di pulizia o di restauro. In questi casi è anche importante tenere in considerazione se il tipo di intervento necessario debba essere conservativo o di ripristino.

Il presente testo deriva da un estratto di ART&LAW n. 2 del 2019 su “L’ACQUISTO (IN)CONSAPEVOLE DI OPERE D’ARTE” di Negri-Clementi Studio Legale Associato.

L’archiviazione è l’inserimento dell’opera da parte dell’archivio dell’artista all’interno del catalogo generale o ragionato che raccoglie tutte le opere autentiche dell’artista. Il catalogo rappresenta quindi la selezione di opere fatta dall’archivio dell’artista, costituito generalmente dall’artista, se ancora vivente, o dagli eredi insieme ad alcuni esperti. L’archiviazione può quindi costituire un’evidente prova dell’autenticità dell’opera, al di là del certificato di autentica che resta comunque l’elemento privilegiato dal mercato.

Il certificato di autenticità è un documento che deve accompagnare l’opera d’arte in quanto ne stabilisce la validità sia da un punto di vista artistico che per fini commerciali. Solitamente si tratta di una riproduzione fotografica dell’opera che riporta al retro la descrizione del bene (autore, titolo, tecnica, dimensioni, anno di realizzazione, provenienza). Tale dichiarazione è sottoscritta dall’artista o dagli altri soggetti che hanno autenticato l’opera.
E’ fondamentale possedere l’autentica di un’opera d’arte in quanto questa ne tutela il valore artistico e ed economico, è l’elemento che arricchisce la storia dell’opera e ne convalida il valore commerciale.

Le modalità di autenticazione sono diverse e variano a seconda che si tratti di un’opera di un autore vivente o defunto. In base a quanto stabilito dalla Legge n. 633 del 22 aprile 1941, il diritto ad autenticare l’opera d’arte spetta in primo luogo all’autore e, dopo la sua morte, agli eredi, alle fondazioni, agli archivi e ai periti. In alcuni casi però esiste una distonia tra diritto e mercato in quanto quest’ultimo riconosce come “autenticatori di riferimento” dei soggetti che non coincidono sempre con quelli legittimati dalla legge ma vengono riconosciuti come tali da galleristi e case d’asta grazie alla loro autorevolezza.

Per conoscerne il valore di un’opera d’arte questo deve essere valutato da esperti conoscitori del mercato dell’arte come periti o case d’asta mentre per accertarne la validità l’opera deve essere sottoposta a soggetti preposti alla sua autenticazione i quali rilasceranno il certificato di autenticità.


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