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FEDERICO FELLINI, DANILO DONATI…LA MIA UMBRIA Convergenze e divergenze



pubblicato il 05/09/2020




Video dell'inaugurazione

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a cura di Tower Gallery di Diego Costantini e Roberta Giulieni

Inaugurazione sabato 5 settembre 2020, ore 18.00
Fino al 20 settembre

Tower Gallery di Diego Costantini, viale Abdon Menecali, 4 - Todi


Sabato 5 settembre 2020, la Tower Gallery di Diego Costantini, vuole rendere omaggio al Maestro Federico Fellini raccontando attraverso documenti inediti il suo rapporto con Danilo Donati e l’Umbria. All’inaugurazione saranno presenti Corrado Augias e il costumista Luigi Bonanno, studioso dell’opera di Danilo Donati.
La mostra tende a valorizzare il territorio umbro come luogo prescelto da coloro che hanno fatto la storia del Cinema mondiale. Todi come “Consolazione” degli Artisti! Ad Acqualoreto, Comune di Baschi, risiedeva Danilo Donati e Fellini era solito venirlo a trovare, magari accompagnato dal grande Nino Rota. Il Comune di Baschi ed il Comune di Todi sono accomunati da “oniriche” Presenze che con il loro talento ci rendono orgogliosi di vivere questo meraviglioso territorio.
Saranno esposti copioni originali di “Amarcord” e “Casanova”, con autografi di Federico Fellini.
L’Oscar originale del film Casanova, disegni di Federico Fellini e i suoi celebri tovaglioli, bozzetti originali di Danilo Donati e tanto altro materiale.[stop]
A corredo dell’iniziativa, al primo piano di Torre Caetani, sarà ospitata una mostra collettiva di pittori del realismo magico con opere a misura unica, 40x40, realizzate in omaggio a quel 110/113, il civico di Via Margutta, dal 1968 indirizzo della coppia Fellini-Masina. I pittori sono, Ennio Calabria, Georges de Canino, Anna Di Stasi, Paolo Giorgi, Roberto Micheli, Daniela Pasti, Simone Piccioni, Francesco Ricci e Duccio Trombadori, il fotografo Raniero Botti, i vignettisti Massimo Bucchi di Repubblica, Emilio Giannelli del Corriere della Sera, lo scultore Matteo Maggio.

Mercoledì 26 settembre 2020, la mostra sarà trasferita ed ampliata presso le sale del Municipio del Comune di Baschi, dove resterà fino al 30 ottobre 2020. Per l’inaugurazione saranno presenti critici d’arte ed esponenti del mondo del Cinema e della Cultura, tra cui Luca Verdone, con un’inedita intervista a Danilo Donati.

Il lancio del progetto avverrà martedì 1 settembre 2020, presso la Galleria Kezuo Art Space di Venezia, in concomitanza con il 77° Festival del Cinema, dove saranno esposte la fotografie di scena del “Satyricon” di Federico Fellini, per il quale ricevette una Nomination agli Oscar, due opere di Danilo Donati e due suoi bozzetti inediti per il film mai realizzato su Caterina di Russia prodotto da Bob Guccione.

La mostra sarà corredata da un catalogo che raccoglierà i preziosi contributi di Piera Detassis Presidente dell'Accademia del cinema italiano - Premi David di Donatello, Francesco Moschini, Segretario Generale dell’Accademia Nazionale di San Luca e il Marchese Duccio K. Marignoli.

Abbracciano il progetto l’ETAB (Ente tuderte di assistenza e beneficenza) proprietaria del celebre Tempio di Santa Maria della Consolazione, la Fondazione Marignoli di Montecorona, da sempre sensibile a progetti territoriali e il Museo dell’Ovopinto.



info:

FEDERICO FELLINI, DANILO DONATI…IL LIDO DI VENEZIA
Kezuo Art Space, Fondamenta Zattere ai Saloni, 65 – Venezia
Inaugurazione martedì 1 settembre 2020, ore 18.00 (fino al 30 settembre 2020)


FEDERICO FELLINI, DANILO DONATI…LA MIA UMBRIA
Convergenze e divergenze

Tower Gallery di Diego Costantini, viale Abdon Menecali, 4 - Todi
Inaugurazione sabato 5 settembre 2020, ore 18.00 (fino al 20 settembre 2020)

Municipio di Baschi, Piazza del Comune, 1 - Baschi
Inaugurazione mercoledì 26 settembre 2020, ore 18.00 (fino al 30 ottobre 2020)


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Valutare un’opera d’arte moderna e contemporanea significa tenere in considerazione molteplici fattori. Non è, infatti, sufficiente compiere una semplice media dei risultati di vendita all’incanto di opere simili per ipotizzare il giusto prezzo, questi dati devono essere interpretati e letti con cura da un professionista del settore.
I vari elementi che devono essere presi in considerazione e le relazioni tra gli stessi sono i seguenti:

Autore:
Esiste una grande differenza se si considera il lavoro di un artista emergente oppure se si tratta di uno già storicizzato. Nel caso di un artista già affermato ci saranno maggiori transazioni da prendere a confronto, sia nel mercato primario, dove le opere vengono proposte per la prima volta, ma soprattutto in quello secondario delle aste che trattano lavori che contano già uno o più passaggi sul mercato (la verifica può avvenire attraverso le più conosciute e disponibili banche dati). Ciò non toglie che opere dello stesso autore raggiungano prezzi molto diversi tra loro. Può contribuire il fatto che si tratti di un’opera unica o di un’opera seriale, come le incisioni, le litografie o le acqueforti.

Titolo o soggetto:
Secondo elemento da considerare è il titolo o il soggetto dell’opera. Questi identificano anche una fascia di prezzo: è il caso di Giorgio Morandi, infatti le sue “nature morte” raggiungono quotazioni molto più elevate rispetto ai “paesaggi”, che a loro volta superano i “fiori”.

Data di esecuzione:
La carriera di un artista è caratterizzata da diverse fasi: gli inizi o le sperimentazioni e la fase più matura. Alcune di esse possono risultare più “interessanti” e apprezzate dai collezionisti e raggiungere quindi quotazioni maggiori sul mercato rispetto ad altri periodi. Le opere della maturità di un artista sono, in genere, anche le opere più richieste dal mercato.

Tecnica:
La tecnica è ciò che identifica il supporto e come l’artista ha realizzato o fatto realizzare il suo lavoro. Numerose possono essere le tecniche utilizzate e ciascuna di essa incide in maniera diversa sul prezzo dell’opera: olii su tela, incisioni, tempere su cartone, acquerelli, gouache, matite, smalti, ceramiche, video, fotografie, ricami, e così via. Così esisteranno diverse fasce di prezzo, anche se si sta considerando lo stesso autore.

Dimensione:
Per quanto riguarda invece le dimensioni di un quadro si è soliti pensare che più è grande la tela più il prezzo cresca, ma non è sempre detto che delle misure importanti siano l’elemento determinante nell’aumento delle quotazioni; in questo caso sono diversi i fattori da tenere in considerazione.

Certificazione di autenticità:
Fondamentale è la presenza di un certificato di autentica, che deve essere rilasciata dall’artista, se vivente, oppure dall’archivio o fondazione d’artista o da qualsiasi altro ente certificatore che ne abbia la facoltà e il riconoscimento di tale attività da parte del mercato dell’arte. La certificazione di autenticità incide in maniera significativa sulla valutazione della stessa, da un punto di vista artistico, economico e sulla sua vendibilità. Bisogna tuttavia ricordare che non tutti gli artisti hanno un ente certificatore e che può capitare che addirittura esistano due soggetti, tipicamente un archivio e una fondazione, in disaccordo tra loro che svolgano la stessa attività. In questi casi è importante capire quale è considerato il soggetto più autorevole da parte del mercato dell’arte.

Provenienza:
Nella valutazione di un’opera l’esperto considera anche la provenienza. Se un lavoro è appartenuto ad un collezionista o famiglia illustre, questo dato fa aumentare sensibilmente la sua quotazione.

Esposizioni:
Altro aspetto collegato alla storia e al percorso dell’opera è la partecipazione a esposizioni, personali o collettive, che solitamente ne incrementano il valore. A volte però esistono casi in cui l’elemento “inedito” ne può far ugualmente accrescere la quotazione.

Bibliografia:
La presenza poi di un’opera nel catalogo ragionato o generale dell’artista e su altri cataloghi porta a un incremento del suo valore. Questo perché non solo vuol dire che l’opera è ritenuta autentica, ma anche che è considerata importante per la carriera di quel particolare artista.

Stato di conservazione:
In ultimo, lo stato di conservazione incide molto sulla valutazione di un’opera. La stima iniziale può essere modificata se il lavoro necessita di pulizia o di restauro. In questi casi è anche importante tenere in considerazione se il tipo di intervento necessario debba essere conservativo o di ripristino.

Il presente testo deriva da un estratto di ART&LAW n. 2 del 2019 su “L’ACQUISTO (IN)CONSAPEVOLE DI OPERE D’ARTE” di Negri-Clementi Studio Legale Associato.

L’archiviazione è l’inserimento dell’opera da parte dell’archivio dell’artista all’interno del catalogo generale o ragionato che raccoglie tutte le opere autentiche dell’artista. Il catalogo rappresenta quindi la selezione di opere fatta dall’archivio dell’artista, costituito generalmente dall’artista, se ancora vivente, o dagli eredi insieme ad alcuni esperti. L’archiviazione può quindi costituire un’evidente prova dell’autenticità dell’opera, al di là del certificato di autentica che resta comunque l’elemento privilegiato dal mercato.

Il certificato di autenticità è un documento che deve accompagnare l’opera d’arte in quanto ne stabilisce la validità sia da un punto di vista artistico che per fini commerciali. Solitamente si tratta di una riproduzione fotografica dell’opera che riporta al retro la descrizione del bene (autore, titolo, tecnica, dimensioni, anno di realizzazione, provenienza). Tale dichiarazione è sottoscritta dall’artista o dagli altri soggetti che hanno autenticato l’opera.
E’ fondamentale possedere l’autentica di un’opera d’arte in quanto questa ne tutela il valore artistico e ed economico, è l’elemento che arricchisce la storia dell’opera e ne convalida il valore commerciale.

Le modalità di autenticazione sono diverse e variano a seconda che si tratti di un’opera di un autore vivente o defunto. In base a quanto stabilito dalla Legge n. 633 del 22 aprile 1941, il diritto ad autenticare l’opera d’arte spetta in primo luogo all’autore e, dopo la sua morte, agli eredi, alle fondazioni, agli archivi e ai periti. In alcuni casi però esiste una distonia tra diritto e mercato in quanto quest’ultimo riconosce come “autenticatori di riferimento” dei soggetti che non coincidono sempre con quelli legittimati dalla legge ma vengono riconosciuti come tali da galleristi e case d’asta grazie alla loro autorevolezza.

Per conoscerne il valore di un’opera d’arte questo deve essere valutato da esperti conoscitori del mercato dell’arte come periti o case d’asta mentre per accertarne la validità l’opera deve essere sottoposta a soggetti preposti alla sua autenticazione i quali rilasceranno il certificato di autenticità.


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